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lunedì 10 dicembre 2012

L’importanza di essere indipendente


















L’importanza di essere indipendente. Nuovi modelli di produzione e distribuzione fra carta e rete

Sabato c'è stato questo convegno nel corso della fiera della piccola editoria Piùlibri, all'Eur.
Presenti sul palco, Andrea Cortellessa, Fabrizio Venerandi, Fabio Masi (titolare dell'unica libreria sull'isola di Ventotene), il responsabile di :due punti edizioni (casa editrice palermitana con ottimo catalogo) e il giovane responsabile di Oilproject un sito di contenuti per l'apprendimento gratuito.

Come si vede, un variegato panorama di protagonisti del mercato editoriale. I temi trattati sono stati pertanto di strettissima attualità.
Ha esordito Fabio Masi, il libraio di Ventotene (carino il nome: Ultima spiaggia). Ha prefigurato la nascita da noi, sulla scia di quanto già avviene in Europa (se non ho capito male, Francia in particolare) di un accordo con le major (case editrice più grandi) che destinano l'uno per mille a favore delle librerie cosiddette indipendenti, cioè coraggiosamente al di fuori dei circuiti istituzionalizzati delle mega librerie in mano ai brand più famosi.
L'idea è condivisibile, e in un paese che avesse a cuore la pluralità come valore, potrebbe senz'altro vedere la luce. Sulla funzione e l'importanza di continuare ad esistere delle piccole librerie si potrebbero stendere tomi. Spesso sono l'unico avamposto (immaginate su un Isola di appena 800 persone, dati ISTAT 2010) per portare una scintilla in una prateria.

Ha preso poi la parola Fabrizio Venerandi (di Quintadicopertina). Il suo, per evidenti motivi(1), era l'intervento che più mi interessava e infatti non ha mancato di sollevare una serie di spunti interessanti.
Intanto ha sgombrato il campo dall'illusione che la pratica di editare un ebook, sia di per sé sinonimo di indipendenza. Ha giustamente fatto presente come, il paradosso attuale, vede riproporsi nel digitale le stesse dinamiche del cartaceo. Ovvero, non esiste qui una “distribuzione” intesa come catena (costo) a sé stante, ma il suo posto vedi bene è stato preso proprio da coloro che hanno prima creato la tecnologia (hardware) e poi gelosamente custodita. Atterrisce quanto da lui affermato, circa la totale libertà che l'autore deve essere costretto a controfirmare all'editore-sito vetrina, pena vedersi escluso dallo scaffale digitale.
E poi ancora la guerra dei formati (che ricorda un po', per chi ha una certa età, l'antagonismo fra il sistema VHS e BETAMAX all'avvento di quegli ordigni chiamati videocassette). Ovvero, una casa (la Apple sul suo Applestore) ma anche altre, possono sbarrare l'accesso (leggi: rifiutare un ebook) adottando un formato che sia leggibile su un device invece di un altro, arrivando addirittura al rifiuto qualora questo addirittura non soddisfi i requisiti di formattazione (rientri fatti in un certo modo...etc.).

Ora, a me sembra (e se ci fosse stato tempo mi sarebbe piaciuto porre ai presenti questa domanda) che stiamo vivendo nel paradosso. Ossia, la tecnologia ha messo il turbo. La diffusione di “device” come i tablet cresce in maniera esponenziale (alla faccia della crisi) mentre langue l'offerta di contenuti. In questo risiede la limitatezza della considerazione degli ebook. Dati AIE dell'anno scorso stimavano a percentuali bassissime il numero di fruitori di questi ordigni In altre parole, dicevano, la lettura di un testo su un ebook (o tablet che sia) è prerogativa esclusiva di un cosiddetto zoccolo duro costituito dai lettori forti. Nel frattempo sono cresciuti anche da noi subito le piattaforme come Bookrepublic e altre, che vendono ebook a prezzo psicologico ovvero 3,99, 1,99 perché qualche stratega del marketing ha deciso che cosi devono costare, mutuando logiche più propriamente da supermarket o da pompe di benzina. La cosiddetta indipendenza, di cui profuma l'editoria digitale si scontra quindi dal lato vendite con queste muraglie. La visibilità sul web è condizionata dal passaggio e dalla cessione di autonomia (in alcuni contratti si dà addirittura allo store online la facoltà di modificare il testo). E in questo, a mio avviso, c'è già il de profundis dell'italian way all'editoria digitale. Per brevità di tempo nessuno ha segnalato l'altra grave incongruenza che vede gli ebook penalizzati anche dall'IVA. Mentre nel resto d'Europa viaggi a percentuali al di sotto del 10% qui da noi, mi pare bene, è il 21% venendo equiparato l'ebook ad una sorta di videogioco.

La cosiddetta autonomia dell'autore digitale (o del suo editore) si scontra contro questa regola. E se sopravvive lo fa grazie all'amore per l'avventura dei pochi che hanno intravisto in questo strumento una possibile opzione, e non una semplice alternativa alla carta. Non è una sfida, a mio avviso. Sono semplicemente due esperienze di lettura differenti. Quello che trovo strano è che nessuno si sia accorto che dalla coesistenza delle due opzioni possono nascere stimoli interessanti al mercato editoriale in toto.
Immaginate la possibilità, per me che compro un volume cartaceo importante (non importa qui dove...se in negozio o in un sito online) e contemporaneamente acquisto il diritto (tramite un codice stampato sullo scontrino) ad eseguire il download dello stesso testo in formato elettronico. O ancora, e qui siamo veramente nell'iperuranio della degenerazione da supermarket, ma tant'è la testa degli strateghi di marketing delle maggiori case editrici non è cosi diversa, se acquisto un tot di libri (di carta) accumulo un certo bonus che mi consente di scaricare dal loro sito gli ebook scelti da un catalogo.

Insomma, è sconsolante riguardare ad un anno di distanza (simili dibattiti si sono tenuto anche nell'edizione dell'anno scorso e non erano rose e fiori nemmeno allora) al panorama italiano. Siamo ancora nel mare magnum....la confusione regna sotto il cielo, è vero, ma la situazione non sembra per nulla eccellente. C'e' da lavorare e tanto. C'e' da sconfiggere quest'idea tutta “efficentista” che vede già sbarrato il mercato ebook se non si è “ostaggi” in qualche modo di questa o quella piattaforma di distribuzione online. Difficile immaginare da noi, fenomeni come quelli della absolute beginner americana che, inserendo timidamente il suo ebook sugli scaffali elettronici di Amazon si è vista premiata, prima dal passaparola, e quindi successivamente da un editore cartaceo, diventando l'ennesimo “caso letterario dell'anno”.(2)


Infine, gli interventi di Oilproject e di :duepunti edizioni. Il primo, di cui non sapevo nulla, mi è sembrato un valido modo di interpretare le potenzialità del web. Inteso qui come condivisione gratuita di saperi. Certo forte dev'essere la funzione di vigile del sito. Ma chiunque, ritenendosi sufficientemente edotto intorno ad un argomento, ha liceità di “postare” i propri contributi (vere e proprie lezioni) a beneficio di chi intenda approfondire e sopratutto a costo zero. Il sito ha vantato nel 2011 ben 250000 click. E continua a crescere. Ma voi lo sapevate che esisteva ? Io no. E ne sono felice, di aver appreso che esista una cosa cosi, che pare al solito all'estero vada già alla grande da qualche tempo.

:due punti edizioni ha invece portato l'attenzione intorno al proprio Manifesto (che ogni visitatore ha ricevuto in copia, all'ingresso). E' il grido accorato di chi, operando nel mercato in veste di editore, sopratutto medio-piccolo, tenta di sopravvivere per non restare schiacciato sotto il peso dei grandi attori (le grandi case editrici). Chiunque abbia a cuore la pluralità come valore dovrebbe leggerlo. E in un gioco economico che sembra ispirato più a logiche di un war-game, che non a quelle di un sano coesistere di istanze diverse (e da qui attingerne già solo per questo, in ricchezza di scelte) assume, il loro sforzo, il sapore di una scommessa.

(1) Evidenti perché Cletusproduction ha una sua ragione sociale. qui 

(2) Amanda Hocking, esordiente americana che ha venduto su Amazon un milione e mezzo di copie del suo “Switched” (in Italia lo pubblica Fazi), qui 

Risorse:
il sito di quintadicopertina: qui 
il sito di Oilproject: qui 
il sito di :duepunti edizioni: qui 
La libreria di Ventotene non ha un sito ma Fabio Masi ne parla qui

mercoledì 21 marzo 2012

Nuova realizzazione













Ecco il secondo ebook pubblicato da Cletus Production.
Si chiama "Sia fatta la tua comicità-Paradise strips" l'ha scritto Pietro Pancamo e si trova qui:

Questa è la prefazione:

Scherza coi fanti e lascia stare i santi.
Va bene, ce lo hanno insegnato e le recenti cronache internazionali stanno lì a ricordarcelo.
Quello che Pietro Pancamo riesce a fare è difficile. Tenendosi in bilico, con una maestria inaspettata, sul rischio della blasfemia gratuita, ci regala un affresco di sanguigna ironia intorno ad un tema considerato, nel nostro Paese, sostanzialmente un tabù.

Scorrendo le sue pagine, interrotte da sonore risate, vengono a galla immagini, situazioni, che chiunque abbia avuto modo di viverle nella sua adolescenza, difficilmente potrà fare a meno di trattenere. E allora, con tono lieve, dopo un primo momento di sconcerto, ci si lascia prendere facilmente dall'incedere del racconto. Dove il gusto per l'assurdo viene incontro, con una padronanza di linguaggio rigorosa e semplice nello stesso tempo, ad una visione surreale di un'aldilà corrotto, permeato dai guasti del nostro vivere sociale, e ridotto ad una dimensione più umana, nei suoi meccanismi, che ce lo rende più sopportabile.

Non è facile riuscire a far questo maneggiando religione. Pietro Pancamo aggiunge la sua voce, ferma, irridente, e forte, a quelle degli autori che girano intorno a Cletus Production.
Fatale che nell'ottica di condivisione che ci pervade, abbia trovato un suo, più che meritato, spazio.

Cletus Alfonsetti

giovedì 4 agosto 2011

Un agosto di scrittura

riempiamo la porta di racconti fantastici sul Calcio














Bene bene bene, diceva l’indimenticato Alex in Arancia Meccanica…sogghignando.
Da un’idea bislacca, nata intorno ad un tavolo in quel di Pistoia scorso gennaio, in compagnia di Messer Martino Baldi, sta prendendo forma quella che (pomposamente) possiamo definire LA PRIMA ANTOLOGIA SUL CALCIO ASTRALE.

Stanno arrivando i racconti. Quasi tutti di ottima fattura, e lo standard di risate è assicurato.
Sembra che il tono, senza neanche parlarsi fra autori, sia condiviso e questo non fa altro che accrescere il carattere ludico di tutta l’operazione.

Aspettiamo ancora altri contributi (singolari quelli estesi al gentil sesso: perché escludere le donne a priori visto che anche –e soprattutto- per loro il Calcio è insieme croce & delizia ?).

Ricordiamo che la data limite prevista per l’invio dei materiali è i primi di settembre. Sempre nello stesso mese partirà, laddove necessario, il lavoro di editing e di sistemazione della raccolta.

L’autunno, insieme con la ripresa del Campionato, dopo mesi di digiuno, potrà offrire ai palati fini, amanti delle belle letture, argomenti robusti con i quali soddisfare gli appetiti arretrati e spararsi un ebook effervescente !

Andale, andale !
Fatevi sotto e buon Agosto di scrittura !


PS. I contributi, gentilmente in formato RFT a cletus19[at]gmail[dot]com

lunedì 21 marzo 2011

Aggiornamenti


Aggiornamenti:



Stanno cominciando ad arrivare mail con richiesta di maggiori info intorno all’iniziativa della Prima Antologia sul Calcio Astrale e non, per i tipi (virtuali) della Cletus Production.



Vogliamo ribadire che l’intento è puramente ludico. Interpretare il calcio, ciascuno dalla propria “focale”, per quel tanto o quel poco che rappresenta, nel più crudo immediato di ciascuno.



La stesura definitiva dei racconti, previa la loro consonanza allo spirito su citato, darà poi luogo al primo ebook della neonata casa di produzione.



Ribadiamo ancora l’indirizzo email al quale vanno indirizzati i racconti : cletus19 [at] gmail,com


Meglio se in formato testo (.rft)



L’Ebook sarà online non appena sarà raggiunta la massa critica di 10 racconti.



Vi aspettiamo !!!



nel frattempo, per avere sottomano sempre il link al ns. blog questo è (l'immancabile) QR CODE della Cletus Production:


QR CODE CLETUS PRODUCTION

giovedì 10 marzo 2011

Gli ebook di Cletus Production

donna con cappello Burberys








Con questo termine stanno prendendo rapidamente piede nuovi modi di divulgare un testo, di leggere. Con l’ebook si apre una nuova stagione. Non è in discussione qui il primato della carta versus il testo digitale. Ma con la dovuta lentezza anche da noi questo strano oggetto del desiderio sta prendendo forma, al punto da meritarsi (poteva mancare ?) il canonico convegno dedicato, che si e’ tenuto a Rimini, scorsa settimana.

Cletus production è attenta a questa nuova forma di diffusione digitale. Per diversi motivi. In primis, per una neonata casa di produzione, l’accesso alla forma digitale è quasi un passo obbligato.

Abbattimento delle barriere, verrebbe da dire. Possibilità di rendere fruibile in tempi rapidi la propria produzione, a basso costo e a notevole possibilità di diffusione. Inoltre, la possibilità che questo nuovo “ibrido” offre, di lasciare interagire nella stessa pagina, immagini, suoni, colori (per i profumi ci si sta attrezzando e non è escluso che…) rappresenta un potente stimolo per la creatività,
liberando insieme piccole porzioni di felicità, veicolate dalla fantasia.

Al centro dello sviluppo di questa nuova opportunità, il perno attorno cui ruota il tutto dev’essere quello della qualità. E i testi che ci approntiamo ad editare, anche bene in copyleft, o con un modico rimborso simbolico, stanno ad indicare anche il carattere della casa. Davanti ad un panorama editoriale quantomeno “ingessato”, ma ricco di vene che stanno pulsando nuova linfa “around”, complice la rete, la Cletus Production ha concretamente in carico (sulla spalle, sulla schiena, o come amano dire nei dintorni di Frattamaggiore, la vision) la prospettiva di una festa.
Magari continua.